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Andrà tutto… nella pandemia del capitale (terza puntata)

Ireneo Corbacci

 

Per fare ancora una discussione fra noi su in baita, questa volta ci siamo dovuti inerpicare con le racchette da neve. Ieri la tormenta ci ha portato in poche ore più di mezzo metro di neve, i cartelli dei divieti d’accesso e di assembramento sono volati via, le pattuglie della forestale sono ridiscese a valle. Dal canto loro, i rari militari infreddoliti sono tornati dalla mamma a mangiare i pizzoccheri imbambolati. Siamo davvero soli, chissà perché se n’è andato anche il drone occhiuto. La natura che siamo si abbraccia perciò in noi da se stessa: è tempo propizio alla migliore riflessione d’azione. E’ vero o non è vero che un’entità in apparenza oscura ci sta muovendo guerra con la pandemia?

In una situazione come questa la creazione indubitabilmente scricchiola. Potrebbe essere un bene per la specie: preghiamo per le creature, come non direbbe mai il teologo. Alle prime avvisaglie telluriche ecco il Salvatore nel Mistero che riprende la lena: non poteva proprio tacere il gran mestatore. E noi, condannati ancora a inseguire il loro fare la storia, in base alla legge di Karl Rove e su insistenza dell’Eustachio che si è stampato il suo ultimo storico discorso, ricominciamo proprio dalla sua mossa astutissima.

Siamo davanti ad una tragedia di proporzioni bibliche, argomenta il Salvatore.

La natura è scesa in campo contro gli esseri umani? Il virus è la risposta della natura, come dice il papa col nomignolo del Poverello di Assisi? Magari, sarebbe tutto più facile e più semplice. Invece no: è tutt’altro ed è peggio. L’apocalisse già prevista dagli scrittori biblisti uno stuolo di personaggi un tantino eccentrici riuniti in un mosaico raffazzonato (le cosiddette Sacre scritture o profane censure) da un’accolita di redattori psicotici si riferiva ad un mondo piccolino e relativamente ameno a paragone dell’attuale società mondiale, che non è in essenza il mondo multipolare dei geopolitici ma la società del capitale: la società unica di questa “cosa pensata” che per molti resta un mistero solo perché non appare se non tramite le sue forme.

L’apocalisse di una società come questa – dice Stof – è forse il segno del tramonto della specie, non del solo Occidente, che è già da un pezzo che tramonta, e più tramonta e più non crolla. E la specie – aggiunge il Marulla – è una specie naturale fra altre, o meglio, più naturale delle altre nella distratta fattoria degli animali che il capitale ha inaugurato. Dunque, è la natura stessa che tramonta, perché in una specie si specchiano tutte le altre, identiche maschere cinetiche di se stessa.

Ma figuratevi se il Salvatore nel Mistero può annoverare queste piccole verità fra le sue alte preoccupazioni. Lui deve scongiurare che dalla pandemia inscenata si arrivi alla distruzione della capacità produttiva mondiale, e per questo è disposto a concedere credito illimitato a quelli che dovrebbero costringere ad intensificare il lavoro delle moltitudini già immiserite: lo struggimento grigio di coloro che, evidentemente mal orientati, percepiranno quel credito illimitato sulla loro pelle come debito a vita, meglio di prima non rimborsabile nell’arco della stessa: è natura che uccide natura sotto gli occhi distanti di Dio.

Del resto, ci spiega il Salvatore, siccome una profonda recessione è inevitabile, la distruzione di capacità produttiva sarà, come nelle precedenti guerre, alquanto selettiva: nella distruzione di molti alcuni saranno prontamente ricostruiti e ne usciranno più torreggianti di prima. Quelli che non moriranno di pandemie e di fame saranno più poveri e lavoreranno dalla culla alla tomba, ma nemmeno questo basterà a pagare il debito che lo stato avrà contratto in loro favore.

Tuona il Salvatore: «Il nostro lavoro è divino perché può creare denaro dal nulla. Ma una volta creato qualcuno dovrà impegnarsi a farlo riaffluire verso di noi, che allora al nulla lo innalzeremo Ad Maiorem Dei Gloriam, perché noi siamo soltanto Suoi funzionari, persone o maschere a cui Lui ha donato volontà e coscienza: noi non siamo noi, siamo Lui in persona. Come sono ridicoli certuni fra voi quando fantasticano di un nostro potere proprio alquanto demoniaco mentre noi esistiamo soltanto come Suo Potere».

L’eresia inquisitoria del Salvatore, che potrà stupire solo i sicofanti, sta nell’aver detto che il ruolo specifico dello Stato sarà, in questa situazione, quello di far aumentare il debito pubblico per soccorrere alcuni e affossare meglio i tanti.

L’Eustachio dice che, fallito il decennale whatever it takes monetario i nodi sono venuti al pettine più di prima. Perciò la risposta del Salvatore ha da essere più sfrontata di prima: whatever it takes per indebitare gli stati, incamerare gli ultimi asset rimasti, concentrare le imprese, uniformare le polizie.

«Non mi meraviglio di grande meraviglia» – conclude Stof alla vista di cotanta Babilonia. L’apocalisse di questa società vive di questi mezzucci non propriamente estetici: la pandemia contro gli esseri umani farà da lubrificante per un po’, poi quella natura in rivolta contro di noi rivelerà il suo vero volto e dentro la natura saranno dolori divini. Dio ce ne scampi! Anche perché – cosa invero comicissima – il Dio del Salvatore nel Mistero scamparcene non potrà, essendo Lui trascendente ed avendo Lui dal nulla già creato…

Per tutto avremo allora una bella parola, ma che situazione storicamente inedita sarà? La natura in preda a contrazioni senza possibilità di parto nemmeno prematuro, noi esseri umani imbelli, da tempo esternificati alla natura stessa.

Una natura lasciata (finalmente, in un certo senso!) a se stessa, a curarsi da sola le sue orribili ferite, senza un Dio da cui provenire e senza un nulla ove approdare. «Vi rendete conto?» chiede il Marulla.

«No – rispondo – non credo che possiamo, al momento. Adesso non è nemmeno tempo di rimediare: rimedio non c’è, il rimedio non lo vuole nessuno, ebbe a dire l’Incurante di Pavia. Adesso è tempo di esplorare. La conoscenza, forse, arriverà sulla strada mai presa, se la prenderemo».

Dunque, riordiniamo dal principio: una pandemia del capitale che non proviene da Dio, ma neanche da tutta una specie naturale. Quindi?

Per il Divino Architetto di Ratzinger il problema non sussiste: Lui sapeva tutto e la sua bontà in tutto si manifesta, anche e soprattutto nella nostra sventura. Lui non è partito da noi, non ci ha posto a pietra di paragone della sua infinita lungimiranza: chi di noi, da dentro questa schiatta debole e riottosa, può allora lagnarsi per una pandemia di cui non può comprendere il disegno? Nell’impossibilità di sapere meglio tacere che indulgere nelle grida del cuore: il cardinale di Siviglia è pur sempre un parente prossimo del pontefice emerito.

Anche con la pandemia Lui è partito dal nulla. E già questo è un bel rompicapo per noi. Perché siamo solo noi, al dunque, che questo nulla dobbiamo immaginare. E non siamo naturalmente portati.

Ecco perché il Salvatore nel Mistero ha buon gioco nel promettere gli aiuti di Stato mediante l’indebitamento dello Stato: lui dice che questo denaro si può creare dal nulla, che non costa niente, che servirà a rimettere in moto l’economia e a non perdere posti di lavoro… Lui si finge in ipotesi di immaginare il nulla. Immaginato e dichiarato esistente, da esso trae il denaro per l’intervento dello Stato: il resto seguirà. Come?

«Perdonatemi il fumo – interrompe Stof mentre gira un galletto sulla griglia – ma io da questa pandemia vorrei uscire davvero. Hanno messo lì un Dio, nominato un nulla, procurato un virus planetario, faranno piovere denaro, ecc.: e tutto sarà fatto senza inganno? Anche se volessero, senza inganno non saprebbero farlo!

Perdonate ancora il fumo, fra poco mangeremo. Ma voglio farvi notare qualcosa che il ragionamento del Salvatore lascia in ombra.

C’è un Dio che fa tutto dal nulla ma che è inconoscibile: non è né questo né quello, diceva Meister Eckhart: è nulla, va bene. Infatti il Salvatore subito dopo nomina il nulla. E lo possiede. Possedendolo, da esso trae la pandemia e il fiume di denaro che a Loro serve. Nel mistero, intanto, si è fatta muovere in questo modo la nostra natura, che vorrà dire miliardi di vite indirizzate sulla via che da nulla va a qualcosa che tuttavia conserva la natura del nulla: ma vi pare una forma di conoscenza questa? Eppure ci hanno fondato sopra un mondo materiale e una scienza dalle mille meraviglie… Eppure adesso ci dimostreranno che per il nostro bene l’umanità sarà a più riprese costretta in casa e nella logica della conservazione del nulla dovrà rifarsi una sanità mentale compromessa dall’essersi troppo assembrati fuori casa per qualche milione di anni. Cosicché, quando qualcuno verrà autorizzato a uscire, in osservanza alla nuova legge di natura che quel nulla impone dovrà essere tracciato negli spostamenti, nelle espressioni del viso, nelle strette di mano, negli esercizi fisici e negli eventuali baci.

A che pro, tutto questo? Solo per scongiurare che coscienze un po’ meno devastate di queste possano incamminarsi sulla via del risveglio?».

Intanto il Salvatore ha chiamato gli europei a darsi reciproco conforto e supporto nella causa comune a tutti, medici eroi e scienziati untori, spifferatori di cifre e poeti maledetti dalla distanza. Siamo dentro un paesaggio terroristico costruito nel corso dei millenni: crudele, perfido, spaventevole, smisurato, immane.

Di cosa è fatto sotto le forme fenomeniche?

Di inganno, miracolo e magia, specialmente quando, come oggi, si colora con le tinte della scienza.

E siccome dai primi inganni arcaici è stata formattata negli ingannati una forma mentis adatta alla convalida dell’inganno, oggi risulta quasi impossibile al nostro comune intelletto immaginare in tutta la sua stupidità nichilistica il disegno dei dominanti dell’Occidente, che magari in futuro potranno anche darsi geopoliticamente il cambio. Con chi, con i cinesi? Difficile: la Cina è presa nella morsa dell’economia del “lavoro a buon mercato” (la CLEY). Intanto, il disegno complessivo del capitale si arricchirà di nuove sfumature nella testa di funzionari parvenu: odor di Leviatano che cambia pelle. Il Salvatore ha parlato a modo suo delle maschere del gioco, ma si è ben guardato dallo svelare la natura del gioco tutto mondano che fanno. Per questo ha collocato le maschere in Dio, a noi inconoscibile nei secoli dei secoli.

Il galletto di Stof sembra ormai cotto a puntino: la nostra baita è piena di fumo.

Intoniamo un inno alla libertà di espressione:

oh, pensier negletto

se mai ti ridaremo vita

in una natura bella

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Andrà tutto… nella pandemia del capitale (seconda puntata)

Ireneo Corbacci

 

[…] perché le guerre sono ormai di ogni tipo, insomma, incluso questa della natura contro gli esseri umani […]

Lucia Annunziata in tivù, 22 marzo 2020

Due sere dopo ci ritroviamo, sempre gli stessi amici. Siamo venuti a piedi, questa volta: all’imbocco della carrozzabile che s’inerpica fino al bar hanno messo dei cartelli con su scritto: EMERGENZA COVID-19: VIETATO SCALARE LE MONTAGNE. Non ci resta che calpestare i sentieri coperti dai rovi con in mano il falcetto: da queste parti sono ormai decenni che sulle vie che portano al lampo ci strisciamo la tempie solo fra di noi, quattro gatti e cento pensieri in fiore, come disse l’Incurante di Pavia.

Stof è arrivato prima di noi e rimesta le braci nella stufa. Io porto quattro patate da fare nel camino: patate, perché non vorrei morir dal ridere vedendo un asino mangiare fichi su un vassoio elargito da qualche ente caritatevole o filantropico

Adulti o vaccinati?

L’Eustachio propone la traccia. Con la pandemia procurata, dicono certi pifferai, la natura è entrata in guerra contro gli esseri umani: la sua è una rivolta interiore irrefrenabile, a quanto sembra. Gli uomini, stando fuori di Lei, l’hanno fatta stancare: da ultimo, Lei ci manda il presente virus.

E propone a noi un suo originale raccontino…

Il papa Francesco d’Assisi OGM si è prostrato a tappetino, intimando a tutti di obbedire alle autorità: la natura deve essere proprio furente, urgono ripari e nuovi pipari. Immobile in assetto prono, il pontefice OGM si è poi rivolto al suo Signore Dio che tuttavia men di niente può in questo caso, essendo lui in primis dalla natura estraniato per dottrina ortodossa. Notoriamente scarsino in teologia, BergOGM non ha ben compreso cosa significa la creatio ex nihilo della natura da parte di Dio. Nella sua trascendenza, Egli trae la natura dal nulla e con essa non ha commercio per l’eternità. Allora, se adesso (come sempre del resto) la natura si arrabbia con gli uomini, sono tutti affari degli uomini. Lui non c’entra e non ha senso pregarlo. Ma il vescovo di Roma nel ruolo attivo non si dà pace per questo e, nonostante la querelle in corso con l’altro vegliardo sulla questione del celibato dei preti, telefona proprio a lui, al papa emerito, di lui ben più ferrato in fatto di teologia. «Hai visto com’è inferocita la natura? Hai visto che virus ci ha mandato? Che facciamo se nemmeno Dio, da me pregato, risponde?». Dopo una pausa pesantissima di ventotto secondi, Ratzinger, il ministro di Pietro nel ruolo contemplativo, replica con un fil metallico di voce: «Lascia stare. Non è roba per te. Come diceva quel tale: o siamo uomini o siamo caporali».

Infatti è roba per lui, e lui lo sa. Cosa fa allora il teologo? Comincia a leggere. Ma quando incontra l’ukaz del quotidiano “Repubblica” ha un soprassalto che gli spodesta la papalina… La natura ha prodotto il coronavirus: gli uomini non ci hanno messo becco, sentenzia il foglio sub-dipendente. Ma Ratzinger non ci sta. Chiama un virologo molto vicino al Vaticano, già collaboratore della Pontificia accademia delle scienze…

«Vede, Santità, le posso dire che sono in pochissimi a sapere dove e come è nato per davvero questo virus. E non verranno certo a raccontarlo né a Lei né a me. Si tratta di un virus nuovo, appartiene ai corona virus, che sono una grande famiglia. Anche il comune raffreddore – ci pensi, Santità! – è causato da un corona virus. Non è un virus terribile, non causa troppi morti ma in compenso è estremamente infettivo. Nelle persone sane di norma non dà segni clinici, ma tra coloro che più hanno vissuto, magari abbondantemente impasticcati, specie in presenza di patologie polmonari o di altri acciacchi, può far davvero male. Ma mai da solo, agisce sempre in compagnia. Mi segue, Santità?».

«Sì, sì, la seguo, ma io voglio sapere, e spero che lei intenda bene, se questo virus è naturale, cioè a dire se viene in tutto e per tutto dal Nostro Dio Artefice di Tutto dal Nulla oppure no. Se, cioè, c’è stata la manina umana che ha preso qualcosa creato da Lui e ha fabbricato qualcos’altro».

«Mi perdoni, Santità, io sono un umile virologo e comprendo come posso le cose di quaggiù. Una volta ascoltai un filosofo, allievo perduto di non ricordo chi, che usava una strana espressione come fosse uno scovolino da denti…».

«Quale espressione, nel nome di Dio?».

«Dio ossia la natura».

«Ah, il cane, l’ennesimo gran cane» – prorompe il papa emerito alzando impercettibilmente il ciglio destro speculativo.

«Santità, non volevo provocare in lei alterazione. Quel filosofo usava certi paroloni, ma io nel mio umile ufficio capisco solo questo: che Dio l’Altissimo e Onnipotente fa tutto il Bene che vuole ma sempre avendo qualcosa in mano e qualcosa in testa, altrimenti… Voglio dire che se questo virus l’ha messo in giro Lui l’ha fatto per il nostro bene, a noi imperscrutabile s’intende, modificando altri virus che giravano già. Sa, ce ne sono miliardi e miliardi, buoni e cattivi, non è che uno come Lui faccia fatica a reperirli».

«Lei non comprende: Dio non trova nulla nel nulla, Dio crea tutto, anche i virus, dal nulla. Quindi la sua sua ipotesi cade. Mi dica piuttosto dell’ipotesi di un intervento solo umano».

«Ah, qui il discorso si fa più lungo, anche se tutto è più semplice, Santità. Nel 2014, quando in Africa ci fu l’epidemia dell’Ebola, uno scienziato liberiano fece degli studi approfonditi e arrivò alla conclusione che il virus era stato ingegnerizzato in laboratori del Pentagono. Ingegnerizzato per noi virologi vuol dire cambiato, modificato da qualcosa di virale preesistente. Non possiamo creare niente di nuovo dal nulla, Santità, ma manipolare qualcosa sì: un po’ come dei maghi che, quando sono bravi, fanno il gioco di prestigio e riescono a nascondere il trucco che fanno al virus, ma non possono farlo senza il virus… Poi ne fanno magari anche delle varianti che vengono messe in circolazione e sembrano indipendenti dal giochino iniziale, ma non lo sono! Questo può fare la mano umana. Lei è anche uomo di mondo, Santità, quindi capirà che se da un lato non posso gestire un impero finanziario con le sole avemarie, dall’altro non posso nemmeno provare a vincere una guerra con la Cina soltanto alzando i dazi. Se voglio muovere guerra devo mettere in difficoltà e, soprattutto, confondere l’avversario: ecco allora che un virus ben manipolato può portarmi in breve tempo più risultati di qualsiasi altra mossa fatta con qualsiasi altra arma. E il bello è che il virus lo posso usare nelle sue diverse varianti in tante aree del pianeta a costo zero, mica devo far spostare truppe e mezzi, e così posso ammaestrare i governanti di molti paesi, a partire da quelli del paese dal quale muovo la guerra, gli Stati Uniti, poniamo. E il virus è meglio che lo faccia diffondere un po’ dappertutto per li rami, se è vero che la mia homeland è l’intero pianeta, a partire ovviamente dal territorio metropolitano statunitense, che disgraziatamente pullula di poveri diavoli già dissociati e assolutamente sacrificabili per un fine superiore. Le ricorda qualcosa la pulvirificazione a mezz’aria di quelle torri a New York l’11 settembre 2001?».

«Lei mi rassicura, anzi no. Nostro Signore non c’entra, è tutta opera del Maligno e della canaglia umana che andrà governata da noi, come sempre. Preghiamo…”.

S’alza in piedi il Marulla e dice che no, che la questione è molto più prosaica e tutto verrà condotto verso la vaccinazione di massa con eventuale installazione o inoculazione di microchip. Se è vero che Dio stesso è soggetto ai vincoli della logica, Dio non potrà che stare a guardare l’evolversi degli eventi umani da Lui stesso resi, a questo punto, necessari. Vaccinazione globale in nome di Dio. E Lui non potrà farci niente: perché ha già fatto tutto nella sua infinità senza tempo. Se la natura muove guerra agli esseri umani Dio Misericordioso potrà soffrirne senza ragione, essendo in Lui già tutto scritto da prima della notte e dei tempi. In ciò Dio rivive ciò che non ha senso per Lui e nemmeno per noi… Solo che Lui è in apparenza scampato all’insensatezza, noi invece la paghiamo tutta. Dove sta il Benigno? Ma dove è sempre stato: nel mistero che maschera una cinica e stupida porcheria.

Stof vuole fare la cronistoria della pandemia e denunciare i criminali nichilisti che vanno in giro, peggio degli untori certificati, a spargere il mantra non tutti possono venire nel futuro. L’intento è encomiabile anche se i mezzi per farlo, ad oggi, sono quelli che sono, cioè quelli costruiti dai dominanti.

In questo clima, anche gli insider e gli spifferatori d’ogni risma mostrano sconforto. Uno racconta che in ambito sanitario alto (privato com’è il pubblico) sapevano da anni che sarebbe arrivata la pandemia: in riunioni su riunioni, panel, workshop e vari consessi ameni avevano discusso e inscenato simulazioni di futuro lavoro. La natura era stata avvertita. O meglio: una parte di essa ne aveva avvertita un’altra. Meglio ancora: la stessa identica natura avvertiva se stessa del danno a se medesima preparato al suo interno. Un inside job in natura.

Ma allora la natura c’entra eccome. Certo, se togli il trascendente cosa rimane?

Ma ecco intrufolarsi l’analisi dell’esperto geopolitico schmittiano di area sovranista costituzionale che, dal suo balcone, comodamente assiso nella sua poltroncina in vimini ikea, pontifica postando video a colazione pranzo e cena:

«In Geopolitica se uno non si fa distrarre dalle psy-op l’analisi è sempre chiara. La Cina aveva saputo sfruttare a proprio vantaggio la globalizzazione a guida americana e non ha mai voluto accettare accordi del Plaza: quindi andava fermata. Ovviamente, non la si poteva bombardare nel solito modo convenzionale e meno che mai in quello nucleare, ma con un virus sapiente si è rotta quella forma di globalizzazione che la faceva sempre più forte. Certo, così ci saranno parecchi morti anche in Occidente…».

Le mie quattro patate come stanno? Le traggo fuori dalla cenere del camino e verifico (non sono un uomo di scienza…) il grado di cottura. Ci siamo: prima decisione. Procediamo dunque con lo spuntino notturno: seconda decisione. Propongo di dedicarlo all’evasione prossima ventura dai domiciliari: brindisi al carattere di massa della fuoriuscita. Prova delle patate nel mangiarle: buone, c’è accordo fra noi, quindi decidiamo di misurare ciò che è misurabile e di pubblicare l’inatteso risultato: il consumo di queste patate ha prodotto un netto aumento delle nostre difese immunitarie. Ma non mi sogno nemmeno per un attimo di spacciare come oggettivo e patrimonio dell’umanità il risultato di due mie decisioni arbitrarie frutto, fra l’altro, di un esperimento condotto in un ambiente saturo di virus di ogni tipo, compreso quello della pandemia…

L’Eustachio a questo punto opina che sarebbe meglio non insistere oltre nella nostra seduta notturna: potremmo provocare contro di noi la guerra della natura invocata dall’Annunziata, con susseguente rilascio di nuovi agenti patogeni. Andiamo a letto ma fra qualche sera, se non presidieranno anche questi sentieri col machete, ci ritroveremo ancora al bar della baita.

Buonanotte anche al drone che ha fotografato il tetto.

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L’operazione criminale denominata COVID 19

Covid-19Presentiamo qui al lettore un’analisi dell’odierno caos organizzato definito COVID-19. L’intento è di mettere un certo qual ordine intelligibile nel caotico susseguirsi degli eventi che si sono sviluppati in Italia e in Occidente a seguito della crisi sanitaria cominciata in Cina all’inizio del 2020. Ci sono delle ragioni e dei potenti interessi a monte e dietro quello che sta avvenendo che con la natura non c’entrano nulla. Le informazioni indispensabili per capire come stanno effettivamente le cose, benché disseminate qua e là, sono disponibili in rete. Quello che noi abbiamo fatto, sulla scia del metodo to connect the dots, è stato tentare di ricomporre il puzzle e cercare di mettere le diverse tessere al loro posto, con l’intento di far emergere un coerente quadro d’insieme della situazione. La cosiddetta informazione di sistema fa infatti di tutto per impedire alla gente di capire i retroscena dell’attuale emergenza.
Dietro l’ondata emotiva e la campagna di paura scatenata dai Media, esistono grandi attori sociali di livello internazionale e potenti interessi economico-sociali colossali che da dietro le quinte orchestrano tutto quanto. Questo è lo scenario che di fatto viene occultato alla pubblica opinione.
Proprio per questo ci sembrava importante offrire motivi di riflessione a tutti coloro che, benché storditi e confusi da un rumore di fondo assordante generato da TV e carta stampata, ancora non si sono lasciati convincere dalla spiegazione ufficiale, dalla propaganda martellante di questi giorni convulsi. Persone che invece coltivano dubbi più che legittimi sulla realtà che osservano e tentano di capire, a mente fredda e con argomenti razionali, supportati da dati di fatto occultati more solito dai media, che cosa sta realmente succedendo, ponendosi la classica domanda: cui bono?
Una piccola avvertenza infine. Il documento e la documentazione che qui si presentano al lettore contengono l’essenziale della spiegazione, alternativa a quella ufficiale, che viene proposta per mettere a fuoco i fenomeni odierni, ma non sono ancora completi. Ne pubblicheremo però ben presto la parte finale – il capitolo: 6. Fini geopolitici ed economico-finanziari dell’operazione chiamata COVID-19 – presente nell’Indice ma non ancora ultimato.

Testo integrale (formato pdf) de «L’operazione criminale denominata COVID 19».

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Andrà tutto… nella pandemia del capitale?

NOTA DEI REDATTORI DEL SITO

QUESTO SPAZIO, NATO DIVERSI ANNI FA, ERA STATO PENSATO PER “DEPOSITARE” I NOSTRI STUDI E DARE NOTIZIA DELLE NOSTRE RICERCHE IN CORSO.

TUTTAVIA, VEDENDO LA PROGETTAZIONE BY DESIGN E LA MESSA IN ATTO DELL’ULTIMO INSIDE JOB DEL CAPITALE, LA PANDEMIA SISTEMICA DA “CORONAVIRUS”, APRIAMO IL SITO A SCRITTI E CONTRIBUTI CHE POSSANO RENDERE CONTO DI QUANTO ACCADE MEDIANTE CHIAVI DI LETTURA DIFFERENTI, ALL’ALTEZZA DELLA CRISI DI SPECIE CHE I DOMINANTI CI HANNO IMPOSTO.

O SI ESCE DA QUESTA SITUAZIONE CON UN DIVERSO PENSIERO DI MONDO OPPURE – IN MANCANZA DI QUESTO, CHE È L’ESSENZIALE DA CUI DIPENDE LA VITA, IL FARE E LA CULTURA – CONTINUEREMO A VIVERE LA PRESENTE ROVINA DI TUTTE LE COSE.

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Ireneo Corbacci

L’epoca è così fatta che la verità più bella ed essenziale giace inesplorata dentro la pancia della Grande Montagna, dove le lanterne dell’inganno, baluginando tra una dissimulazione e l’altra, danzano sopra di noi.

Alano di Montappone

Anche sogliono essere odiatissimi i buoni e i generosi perché ordinariamente sono sinceri, e chiamano le cose con i loro nomi. Colpa non perdonata dal genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa il male, né il male stesso, quanto chi lo nomina. In modo che più volte, mentre chi fa male ottiene ricchezze, onori e potenza, chi lo nomina è strascinato in sui patiboli, essendo gli uomini prontissimi a sofferire o dagli altri o dal cielo qualunque cosa, purché in parole ne sieno salvi.

Giacomo Leopardi

In tempi di Coronavirus ci si vede l’altra sera su al bar, a porte rigorosamente chiuse… Per i tecnici delle ordinanze non è comunque un assembramento, siamo i soliti quattro (o magari tre) gatti, ben distanziati ai margini del tavolaccio… E figuriamoci se fin quassù, con una strada per metà franata e con l’altra metà impreziosita da crateri pluridecennali, una qualche pattuglia delle forze dell’ordine osa arrampicarsi. Per ogni evenienza c’è poi sempre l’Eustachio con il modulo “autodichiarazione” in tasca. Ossia: se occorre, sul foglio in prima persona io dichiaro a me stesso davanti all’autorità che mi controlla che quello che ci diciamo in questo bar è dovuto ad uno stato di necessità procurato dalla stessa autorità di fronte alla quale a me stesso dichiaro in prima persona che per la necessità di non impazzire e di mantenere alte le difese immunitarie contro il virus mi vedo costretto a parlare con gli amici pur senza incorrere in alcun assembramento pericoloso per la salute pubblica di noi quattro gatti in questo angolo sperduto di montagna…

Detto questo, faccio un report per forza un po’ sbrigativo della discussione che abbiamo avuto.

Nei preliminari il ragionamento di Stof sembra non fare una piega:

«Fate un po’ voi… Ma come si fa a fare comunità con gente come Mattarella, che già faceva il buono a sì buana quale ministro della difesa acceso bombardatore della Jugoslavia, con Prodi liquidatore dell’IRI, licenziatore di decine di migliaia di lavoratori già prima di aver massaggiato il paese con la cura dell’euro, con la Rai, ricettacolo maximo di ciarlatani e mentitori di professione: con le istituzioni tutte, insomma, colonizzate per decenni da virus transumani incomparabilmente più letali dell’attuale… Se proprio volete fare i buoni per salvare il paese, non fatelo insieme a questi qua, ma fra di voi, semmai. Noi staremo a casa quando loro saranno fuori da tutte le case degli italiani». Nulla da eccepire.

Eustachio argomenta allora che la crisi della pandemia l’hanno creata loro perché loro nella crisi ci sguazzano e non c’è niente di nuovo sotto il sole. Poi dice che ha voglia di recitare, alza il dito al cielo e trova nel gesto a mezz’aria che l’epidemia procurata implora essa stessa una tregua, perché è già stanca. Si governa con la paura, certo, ma anche la paura dopo un po’ stanca: allora cosa si farà?

Nessuno lo ammette ma il fumo del silenzio dalle strade deserte si sta spostando verso la frontiera dell’Evros. Su tutto incombe ora un’imboscata: all’ulteriore saccheggio dell’Italia provvederanno anche con Eurobond e Pandemic bond bazooka, se necessario a loro. Il Meccanismo è già attivo, il Salvatore nel Mistero ha rifatto la centratura del cappio per il salvato da imbrogliare meglio di prima.

L’epidemia stessa è di per sé modulabile: lo sostiene il Marulla citando quanto dicono le stesse fonti d’archivio da cui proviene. 50, 65, 80 milioni di morti, da un quarto alla metà delle infrastrutture sanitarie mondiali fuori causa. Lo possono pensare e lo possono fare. Il green capital mostra una certa baldanza e il suo malthusianesimo spinto sembra avere solide basi nel fervore convinto di una bella fetta di uomini di scienza sparsi in molti paesi.

Chiedo agli amici se qualcuno ha per caso notato il cilindro ebete del presidente della Rai Marcello Foa, già astuto sovranista della poltrona, iperallineato figurante della strategia della paura. L’Eustachio mi risponde che un pollo allevato alla scuola di Montanelli ha tutti i numeri in partenza per ricoprire quel ruolo ignobile: è un OGM della prima ora, aggiunge, e verrà usato per il rilancio della globalizzazione con un tipo nuovo di keynesismo… Stamo freschi.

Si è visto intanto che a Sigonella, in Ucraina e in Georgia si fanno esperimenti su patogeni che si assomigliano. Si tratta pur sempre di effetti di una distinta causa. Afferrare e aggredire la causa però non si può: c’è nebbia su tutti i continenti cognitivi noti. Si invocano allora gli squilibri geo-politici e si discetta poco a proposito e assai a vanvera. La Cina, lo si è visto, ha risposto e risponderà da par suo (quale competitor globale dentro il capitale) alla guerra su più fronti che le viene mossa. Con ciò si vuol far intendere che sarebbe in corso la guerra delle potenze entro il mondo multipolare: è pacifico, ma è questa oggi la guerra che esaurisce tutta la guerra? Su questo Orwell ebbe già a suo tempo molto da ridire, sulla scorta di una schiera di maestri, a dire il vero: Shakespeare, Novalis, Dostoevskij, Marx…

Stof sostiene invece che tra il Viminale, la protezione civile e i gangli alti della sanità italiana è tutta una gara contro il tempo per vedere fin dove si possono spingere nel procurare allarme e segregare in casa la popolazione. Lo stress test in atto evidenzia l’esistenza di una miriade di sub-cabine di regia dell’intero affaire, più o meno divise secondo la linea dei governi e degli stati sottomessi. La cabina di regia di più alto livello, quella della Gates Foundation, è attiva quanto meno da un ventennio e il suo alto patronage tra Big Pharma, ONU, OMS e consimili canaglie è in linea di massima noto almeno ad alcuni come noi, abituati a vedere le palafitte del Potere dal tetto, mentre i loro Megamedia mantengono le genti in apnea cognitiva. Il livello che sta sopra questa cabina di regia, invece, è avvolto nelle nebbie perenni, anche se non c’è dubbio che alcuni interpreti attenti individueranno senz’altro come veri responsabili dell’operazione certi solerti funzionari del capitale. Tuttavia, denunciare i mandanti e gli attori incaricati del crimine non vuol ancora dire comprenderne le ragioni. In altre parole, se anche a questo livello “supremo” vale il cui prodest?, questo non significa sapere precisamente perché adesso fanno quello che fanno, perché stanno perpetrando un crimine di questo genere. Hanno necessità di farlo in mancanza di qualcosa di meglio? Sono messi peggio di quanto appare, i commessi di Monsieur Le Capital (divenuto orfano prima di Madame La Littérature e, recentemente, perfino di Madame La Terre…)? Sarà allora che la pandemia virale messa in atto in superficie nasconde una più profonda e generale pandemia del principio determinante di questo mondo?

E, a questo punto, tutta la nostra discussione si incaglia, siamo a notte fonda e gli interrogativi cominciano a mostrare uno spessore incompatibile con le nostre residue energie da sonnambuli di montagna.

Vi saprò dire se alla prossima serata ci saranno ulteriori sviluppi dell’intera questione.

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Esce da Faremondo Capitale transnazionale e migrazioni di massa

Copertina saggio

Per distinguersi dalla cacofonia di voci che interpretano le migrazioni di massa come un portato di una generica “globalizzazione capitalista”, facciamo uscire per le nostre edizioni un saggio chiarificatore di Franco Soldani, che addita le determinanti interne del fenomeno nelle decennali evoluzioni del capitale transnazionale e, in particolare, nei “giochi” della sua frazione attualmente dominante, il capitale finanziario a trazione statunitense. Dalla subordinazione economica inaugurata su scala planetaria nel secondo dopoguerra fino alla costruzione del sistema di sottomissione finanziaria sotto la regia della FED, del FMI e della Banca mondiale (a partire dai famigerati “piani di aggiustamento strutturale”), si pongono le basi per la destabilizzazione permanente delle aree e dei paesi dominati (in Africa come in Asia ed America del Sud), facendo nel contempo ricorso, appena  un qualche “ostacolo” appare all’orizzonte, all’infiltrazione cognitiva, alla “formazione” culturale delle classi dirigenti locali e alle guerre a bassa intensità e per procura. E’ da questo brodo di coltura che si originano le successive e le attuali migrazioni di massa, compresa quella quota che si dirige verso il nostro paese. Una visione di questo tipo non è rintracciabile in nessuna delle posizioni che si contendono il davanti della scena nel dibattito sui fenomeni migratori che pare infuriare sui Megamedia occidentali: già solo per questa ragione varrebbe la pena approcciare la lettura di questo saggio. Da non sottovalutare, poi, in questo quadro, la ricostruzione del ruolo della Cina quale terra d’elezione del capitale transnazionale, perno della “cheap labour economy” e “fabbrica del mondo”, dove una migrazione interna di trecento milioni di lavoratori supporta un processo di accumulazione di capitale la cui scala è cinese soltanto per la sua collocazione, coinvolgendo più in profondità i settori di punta del capitale finanziario (con tutti i ciclopici apparati della sua tecnoscienza). Un’analisi quella del saggio che del resto si sviluppa nel solco del suo Geopolitica planetaria dell’impero.

 

Un volume unico di 224 pagine.

13 €

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